Il panificio storico: Panifici crisi del caro utenze

Tra le tante storie e aziende che stanno aderendo al nostro movimento NPP, abbiamo ricevuto quella di un panificio del sud Italia precisamente della Basilicata, dove il caro utenze ha già fatto danni.

Attività aperta dai bisnonni poco prima che incombesse la seconda guerra mondiale, precisamente nel 1937, due fratelli decidono di aprire un panificio in un piccolo borgo della Basilicata per fronteggiare la povertà di quegli anni. In breve tempo la qualità dei loro prodotti si afferma su tutto il territorio, dal piccolo laboratorio si trasferiscono in un complesso industriale che sarà impegnato nella produzione controllata di beni di prima necessità fino al 1945 quando finirà la guerra.

La tenacia dei due fratelli, fa si che quel panificio assorba sempre più manodopera e forni su forni, è il caso di dirlo, sfornano pane e prodotti similari in tutta la regione, fino al 1970 quando l’attività viene rilavata dai loro figli che la rendono famosa anche fuori regione producendo biscotti e grissini di elevata qualità.

La storia arriva fino ad oggi con la terza generazione, superata la crisi del grano nei primi anni ’70 e la concorrenza spietata dei tanti panifici spesso senza licenza e standard di sicurezza, hanno sofferto prima le restrizioni dovute al contenimento del covid, poi dove non ha inflitto il duro colpo la guerra e la crisi del grano, ci sta pensando l’impennata incontrollata dei costi energetici ed è così che per la prima volta il pane viene sfornato a ritmi alterni, limitando i consumi di gas ed energia elettrica necessari per la corretta cottura.

Quello dei panifici è un settore particolare, la temperatura dei dei forni è controllata, costante e ha tempi di messa in esercizio molto lunghi, impossibile pensare di spegnere e riaccendere i forni per limitare i consumi, ed è così che purtroppo si è deciso di limitare la produzione, evitando un incremento del costo del prodotto finito che ha già subito aumenti.

E’ l’ennesima storia di una Italia che si mantiene sulle attività storiche, dove il lavoro di anni viene messo a dura prova da una crisi energetica senza precedenti, proprio in questo caso vi è il rischio di un possibile ricorso della cassa integrazione per i 30 dipendenti e come dicono spesso qui, dove non ha fatto danni la guerra negli anni ’40 e il covid, stiamo cadendo ora dopo anni di sacrifici.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *